Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo D’Aiuto alla sua prima vittoria da pro’: “Ai -300 metri mi sono venuti i brividi”
Filippo D’Aiuto ha firmato l’impresa della carriera nella seconda tappa della Settimana Coppi e Bartali 2026. Il corridore della General Store – Essegibi – Fratelli Curia ha conquistato un successo pesantissimo con un’azione solitaria a poco più di 8 chilometri dalla conclusione, attaccando in un momento in cui il gruppo stava rifiatando dopo aver chiuso su un ventaglio formatosi poco prima. Il classe 2002 è quindi riuscito a resistere al ritorno del plotone, che si è riportato a pochi secondi ma non è stato in grado di ricucire. Grazie ai 9 secondi di margine sul gruppo con cui ha tagliato il traguardo, il 24enne è anche il nuovo leader della classifica generale della corsa organizzata dal G. S. Emilia.
Al termine della tappa, Filippo D’Aiuto ha raccontato la giornata ai microfoni di SpazioCiclismo: “È stata una giornata nervosa, soprattutto per il vento. Ci sono state numerose cadute dopo l’uscita dal circuito, negli ultimi 60 km. Io ero rimasto attardato ma fortunatamente sono riuscito a rientrare. Ci sono state un paio di azioni pericolose: quando hanno chiuso l’ultima, ai -10, sono partito. Appena partito non ci credevo. Quando ho visto che c’era la svolta a sinistra, sapendo che avrei avuto il vento a favore, ho visto che avevo un po’ di margine e ho iniziato a crederci. Quando sono passato sotto l’arrivo, a 300 metri, e ho visto che non c’era il gruppo e mi sono venuti i brividi. Lì ho capito che ce l’avevo fatta“.
Il corridore della General Store – Essegibi – Fratelli Curia ha poi spiegato com’è nata l’azione decisiva: “Era appena stato neutralizzato un ventaglio abbastanza importante, con più di una decina di corridori. C’era stato qualche tentativo e il gruppo si era fermato un attimo. Fino a quel momento ero rimasto in gruppo, era l’unico momento possibile per provarci. Il vento era contrario, nessuno aveva voglia di muoversi. Il gruppo si è un po’ rilassato perché prima di quell’azione eravamo pancia a terra. A quel punto sono partito. Non so se mi abbiano sottovalutato, magari sì. E direi per fortuna. Non so ancora cosa rappresenti questa vittoria per me. Sono molto contento. Ci sono ancora tre tappe, vediamo cosa può andare. Non so se sia la vittoria che mi cambierà la vita, vedremo”.
Infine una battuta su quanto accaduto un paio di mesi fa al Memorial Polese, quando è stato squalificato per un’irregolarità ai freni dopo che aveva tagliato il traguardo da vincitore solitario, al termine di una fuga di circa 60 km: “Non ci ho pensato. Sapevo che la gamba era buona, era una storia passata. L’importante è stare bene, avere una buona gamba e non avere intoppi. Il resto viene se deve venire”.
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